LA VILLA

Nei possedimenti di campagna i ricchi Romani, che in città abitavano la domus, avevano di regola due edifici: la villa rustica e la villa urbana. La prima era una fattoria costruita secondo precise esigenze pratiche: vi erano due cortili(cohortes, uno interno e l'altro esterno, in cui si trovavano le vasche (piscinae, per abbeverare gli animali, per lavare la lana, macerare il cuoio ed altri usi. Intorno ad ogni cortile sorgevano le stanze degli schiavi (cellae familiares) Ritrovamenti di villa romana in Germania una grande cucina, le stalle per buoi (bubilia), e per i cavalli (equilia), ed il pollaio (gallinarium). Rivolti a nord, perché fossero sempre freschi e asciutti, c'erano i granai (granaria), i seccatoi (horea), le stanze in cui era conservata la frutta (oporothecae, e la cantina (cella vinaria). Annessa alla costruzione c'era l'aia (area), intorno alla quale sorgevano i capanni per la rimessa degli attrezzi (plaustra). La villa urbana, che sorgeva nei paraggi, ma non necessariamente così prossima alla rustica, era più sontuosa della domus, poiché doveva offrire un soggiorno piacevole e tranquillo. Vi sorgevano numerosi e vasti porticati sostenuti da lunghe file di colonne che garantivano lunghe passeggiate al coperto, sia a piedi, che in lettiga, che a cavallo, nei giorni di maltempo. Era dotata di triclini per l'estate, aperti, e per l'inverno, al chiuso, e di camere per il riposo diurno (cubicula diurna). C'era anche una stanza da studio, una piscina per il nuoto; piscina natatoria, e di un bagno fornito di calidarium, tepidarium e frigidarium come le grandi terme pubbliche. La villa era circondata da un terreno in parte coltivato ad orto ed in parte a giardino (hortus), con fiori, piante rare, fontane, giochi d'acqua e statue.